Barezzi Live
Il Festival Barezzi Live prende il suo nome da Antonio Barezzi, colui che, credendo nelle qualità del giovanissimo Giuseppe Verdi, lo fece studiare e lo aiutò a farsi conoscere.
L’evento è rivolto ai giovani a musicisti di talento della Comunità Europea, senza confini stilistici, di formazione, di provenienza: il loro unico obbligo è quello di cimentarsi con la reinvenzione, secondo il proprio stile musicale, di uno o più brani classici o operistici.
Molteplici ne sono obbiettivi, potenzialità e finalità
- Avvicinare al mondo della musica classica musicisti provenienti da diverse estrazioni musicali e da diverse culture.
- Far scoprire ai giovani musicisti la modernità di questa cultura musicale classica e la sua comunanza a tutti i paesi della Comunità Europea: una radice comune che, invece di sembrare estranea e lontana, permette loro di scoprire il proprio passato comune europeo, riscoprendo se stessi.
- Permettere loro di lavorare e confrontarsi con partiture estranee al proprio modo di fare musica, scoprendo che questo produce per chi ha davvero talento nuova creatività, nuovi stimoli.
- Coerentemente all’esempio di Antonio Barezzi, si offre ai giovani musicisti di talento la possibilità di avere uno spazio dove esprimersi in libertà e allo stesso tempo condividere le diverse esperienze e culture.
il Barezzi-live, un festival decisamente innovativo che, a distanza di solo poche edizioni dalla sua nascita, non ha smesso di crescere nella stima e nel riscontro di artisti, pubblico, stampa ben presto capace di alleanze prestigiose quali il Comune e la Provincia di Parma la Regione Emilia Romagna e il Teatro Regio di Parma : il risultato è stato finora, affascinante e singolare incontro tra un presente e un passato che molti giovani musicisti hanno scoperto essere “dentro” di loro quasi a loro insaputa. Attualissimo.
A fianco di questi giovani artisti , la presenza di grandi nomi della musica italiana e internazionale, da Franco Battiato a Brad Mehldau, da Elio delle Storie Tese a Raphael Gualazzi e da Stefano Bollani fino all’incontro inedito tra Carlo Lucarelli e i Radiodervish sempre impegnati però in progetti innovativi ed esclusivi che si legavano a questa idea della rilettura, del confronto, dell’immersione nel linguaggio classico.
































